FERTILIZZANTI E PESTICIDI MINACCIANO IL SUOLO, LE ACQUE E GLI ALIMENTI EUROPEI

23/03/2021

Per l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) fertilizzanti e pesticidi minacciano le acque europee: servono una più ampia diffusione dell’agricoltura biologica e il taglio dei sussidi ad attività inquinanti Ridurre le pressioni dell’agricoltura è fondamentale per migliorare lo stato dei fiumi, dei laghi, delle acque e dei mari di transizione e costieri, nonché dei corpi idrici sotterranei dell’Unione europea. “E’ necessaria una più ampia diffusione delle pratiche più sostenibili di gestione agricola, basate su principi agroecologici e di agricoltura biologica, che possano ridurre le pressioni dovute all’inquinamento da fertilizzanti e pesticidi, all’estrazione dell’acqua o al drenaggio del terreno”.

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Un rapporto dell' Ispra di fine 2020 ha presentato la situazione delle acque italiane. Un campione su 5 fuori legge, Si trovano tracce di pesticidi in più di un campione su tre di acque superficiali. Il glifosato impera.
La contaminazione da pesticidi delle acque è diffusa, mette a rischio la salute ambientale e umana, e per uno dei problemi maggiori, quello del cocktail di sostanze chimiche di sintesi, non ci sono studi approfonditi né tantomeno limiti di legge.
"Sappiamo bene" - afferma Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio - "che la questione del multiresiduo non è stata finora indagata adeguatamente; per questo sarebbe necessario adottare il principio di precauzione e investire in studi e ricerche indipendenti per valutare gli effetti del multiresiduo sulla salute dei cittadini e sull’ambiente”.

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I pesticidi sono duri a morire: anche dopo 20 anni di agricoltura biologica, i terreni non sono ancora completamente “guariti” . Una ricerca svizzera sui residui di pesticidi in 100 aziende agricole svizzere, inclusi i campi dedicati all’agricoltura biologica.

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Nel Dossier “Stop pesticidi 2020” di Legambiente si mette un rilievo come l'italia sia la terza potenza europea per consumo di fitofarmaci con migliaia di tonnellate di pesticidi esportate all’estero. Servirebbero per ridurre il ricorso a pesticidi, più controlli e un’agricoltura sempre più bio.
L’analisi condotta Legambiente, realizzata in collaborazione con Alce Nero, è stata orientata soprattutto a verificare quanti pesticidi rimangono nel prodotto che arriva in tavola. I numeri? Su 5.835 campioni analizzati, appartenenti a 36 generi alimentari diversi, solo il 52% risulta senza residuo: sono state trovate 165 specie differenti di sostanze attive. La frutta è quella messa peggio, con almeno un residuo nel 70% dei prodotti presi in esame.
Preoccupanti sono, secondo l’associazione ecologista, in particolare i dati del multiresiduo, che la legislazione europea considera accettabile anche con numeri alti, purché ogni singolo livello di residuo non superi il limite massimo consentito. Ma le poche ricerche che esistono sul tema evidenziano che l’effetto cocktail potenzia i danni alla salute.

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Una buona notizia: il fungicida Mancozeb sarà bandito dalla Ue a partire da giugno 2021. E' stato accertato che è dannoso sia per l’ambiente che per la riproduzione, perché interferisce con il sistema endocrino.

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Fonti: Cambia la Terra

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